The Witcher, la nuova saga cult del 2020

The Witcher, la nuova saga cult del 2020

Nonostante le feste siano appena finite, Babbo Natale e la Befana non si sono limitati a lasciare i doni sotto l’albero ma ci hanno regalato diverse nuove serie all’interno delle nostre smart tv.

Il titolo di cui si è maggiormente parlato tra un panettone e un pandoro è sicuramente The Witcher, trasposizione seriale di una serie di libri dell’autore polacco Andrzej Sapkowski, trasposti successivamente in un acclamato titolo videoludico per console. Questo non è il primo tentativo di trasformare questa storia in una fiction, ci sono già stati un film al cinema e una serie in Polonia, che però non hanno riscosso un grande successo.

La storia parla di un fantascientifico e magico mondo dove convivono esseri umani, elfi, nani e altre creature magiche, non tutte “gentili”. I witcher sono umani geneticamente modificati con addestramenti e pozioni per combattere i mostri più malvagi, dietro lauto pagamento, sono “cacciatori erranti” non visti di buon occhio nemmeno dalla gente comune in quanto poco più che mercenari.

Il protagonista principale è uno di loro, Geralt di Rivia (interpretato da Henry Cavill, già visto in Man of Steel nei panni di Superman), non esattamente un witcher diverso dagli altri, ma che sicuramente comprende che il male non si nasconde solo nelle creature più spaventose ma anche nelle persone normali.

La storia di Geralt è segnata dal destino (particolare che viene sottolineato in ogni puntata), il suo cammino è legato a quello della principessa Cirilla (impersonata dall’attrice inglese poco più che maggiorenne Freya Allan), erede al trono del regno di Cintra ma ancora in tenera età, fuggita nei boschi dopo che il suo castello è stato invaso dall’esercito di Nilfgaard.

Il terzo personaggio principale, portata allo schermo da Anya Chalotra, attrice di origini britanniche e indiane, è Yennefer, guardiana di un porcile, la cui già abbastanza miserabile vita è peggiorata dalla sua gobba, che la rende ancora più emarginata anche agli occhi della sua stessa famiglia. Il padre infatti la vende per pochi spiccioli alla maga Tessaia de Vries, direttrice dell’accademia di magia. Yennefer avrà finalmente in mano il potere di decidere il proprio destino e riuscirà a modificare il suo aspetto, ma perdendo qualcosa di molto importante per lei… (non voglio spoilerare troppo!). Dopotutto ogni magia ha un prezzo da pagare (citazione per veri serial nerd da Once Upon A Time).

La prima stagione di The Witcher è composta da 8 episodi, tutti di circa 60 minuti, la seconda stagione è già stata annunciata, ma dovremo aspettare il 2021 per ammirarla. Nel frattempo è già diventato tormentone la ballata che il menestrello Jaskier dedica a Geralt di Rivia, in seguito ad una disavventura vissuta insieme nella tana degli elfi, “Toss a coin to your witcher”, diventato il tema principale della serie, un po’ come le Piogge di Castamere per Game Of Thrones.

Parlando proprio del Trono di Spade, molti hanno subito bollato The Witcher come il suo successore, ma la storia, a mio modo di vedere, è decisamente diversa. In GOT c’era una lotta al potere per salire al trono, anche in The Witcher è presente, ma fa solo da sfondo, almeno per il momento, alle vicende dei nostri tre personaggi dei quali, nella prima stagione, ci viene raccontata la genesi. Nessuno di loro aspira a diventare qualcuno, il loro viaggio è alla scoperta di qualcosa che riguarda maggiormente la sfera dei propri sentimenti, ma chi può mai dirlo, siamo solo all’inizio di questa saga…

Fabrizio Muscio

Appassionato di serie tv, hi-tech e sport. Ho avuto esperienze lavorative in grandi aziende come Sky Italia e Warner Bros a Roma. Pochi anni per essere definito vecchio, troppi anni per essere definito "Millenial"!