Perchè vedere “13 Reasons Why”?

Perchè vedere “13 Reasons Why”?

Cosa spinge un adolescente nel fiore dei suoi anni a porre fine alla propria vita? Qual’è la ragione per compiere un gesto così tragico e definitivo?

Hannah Baker di ragioni ne ha trovate 13 e ognuna si ricollega ad una persona che è entrata a far parte della propria vita dopo che la sua era stata completamente stravolta dopo essere arrivata in una nuova città e in nuovo liceo. Ognuna di queste persone ha “contribuito” a far giungere Hannah al punto di non ritorno.

La ragazza però decide di non volersene andar via senza aver prima fatto un po’ di rumore. Registra infatti tredici racconti all’interno di vecchie cassette, una storia per ognuna delle persone che, anche inconsciamente, sono coinvolte nella decisione finale e che dovranno ascoltarle tutte prima di passarle alla persona successiva, finchè arrivano a Clay Jensen, un ragazzo che avrebbe fatto tutto per lei visto che ne era follemente innamorato. Clay non sa per quale motivo lui sia una di queste persone, che cosa ha fatto per finire tra gli altri?

13 Reasons Why è una serie basata sul libro bestseller “13” di Jay Usher, distribuito nel 2007, i diritti sono stati acquistati nel 2011 dagli Universal Studios e nel 2017 Netflix ha pubblicato sulla sua piattaforma la prima stagione. La serie ha raccontato i fatti descritti in questo romanzo in quella che doveva essere la prima e unica stagione. L’ampio successo e riscontro ottenuto ha portato al rinnovo per altre due stagioni e ne è stata già confermata una quarta, prevista per il 2020.

Dylan Minnette, Selena Gomez e Katherine Langford

La prima idea era di far interpretare la protagonista alla cantante/attrice Selena Gomez che invece ne è diventata produttore esecutivo, vista la sua grande ammirazione per questo romanzo che ha portato alla decisione di impegnarsi in prima linea per sviluppare questo progetto, inoltre l’autore non voleva un’attrice troppo famosa per Hannah perchè avrebbe spostato il focus sul personaggio e non sulla storia.

Al posto della Gomez, il ruolo di Hannah Baker è andato a Katherine Langford, al suo primo ruolo importante, la ragaaza ha ottenuto il ruolo grazie ad un provino via Skype dalla sua casa a Perth in Australia! Dylan Minnette interpreta invece Clay Jansen e, a differenza dalla co-star, aveva già avuto diversi cameo e apparizioni in altre serie televisive come Lost o Prison Break e ha interpretato Clay Norman per 4 anni in Saving Grace.

Nomi conosciuti nel resto del cast sono Kate Walsh (Addison Montgomery in Grey’s Anatomy) che interpreta la madre di Hannah Baker, Mark Pellegrino (Lost, Dexter, Supernatural) che interpreta il vice-sceriffo Bill Stendall e padre di Alex, uno degli amici di Hannah. Ci sono anche delle piccole parti per Keiko Agena (Lane di Una mamma per amica) che interpreta una professoressa del Liberty High e Meredith Monroe (Andy in Dawson’s Creek) come madre di Alex Stendall.

Il cast di 13 Reasons Why

ATTENZIONE SPOILER!

NON CI SONO RIFERIMENTI DIRETTI A COSA SUCCEDE, MA SE ANCORA NON AVETE VISTO LA SERIE E NON VOLETE AVERE ALCUNA ANTICIPAZIONE NON PROSEGUITE NELLA LETTURA

La prima stagione, che segue i racconti del libro, è sicuramente la migliore dal punto di vista narrativo ed emozionale, nonostante alcune delle vicende di Hannah risultino un po’ tirate come motivi per decidere di togliersi la vita. L’interpretazione di Minnette come Clay però riesce a tenere lo spettatore incollato allo schermo in attesa di scoprire cosa è successo tra lui e la ragazza e per quale motivo lei lo ha incluso in questa macabra “lista”. L’episodio della cassetta di Clay è sicuramente il più riuscito, oltre a quello in cui si mostra il suicido di Hannah, anche se Netflix ha deciso due anni dopo di tagliare quella scena perché ritenuta troppo cruenta e incline all’emulazione. Per chi l’ha vista sicuramente è qualcosa che difficilmente si potrà dimenticare.

La seconda stagione dello show è dedicata al processo tra la madre di Hannah e il liceo scolastico “Liberty High”. Tutti i ragazzi vengono chiamati a testimoniare e tutti racconteranno la loro verità sul loro rapporto con Hannah e su cos’altro succedeva all’interno di una scuola dominata dagli atleti di football, dove le ragazze difficilmente avevano voce in capitolo e i professori giravano la testa da un’altra parte.

La serie oltre alla storia del suicidio parla di molte problematiche che sono cardini nell’esperienza giovanile di oggi, il bullismo, la violenza sessuale, l’uso di alcool, droghe o armi, cerca di focalizzare l’attenzione e anche moralizzare lo spettatore su questi temi scottanti. 

Fabrizio Muscio

Appassionato di serie tv, hi-tech e sport. Ho avuto esperienze lavorative in grandi aziende come Sky Italia e Warner Bros a Roma. Pochi anni per essere definito vecchio, troppi anni per essere definito "Millenial"!