Il muro del Fanta Pianto – From Zero to Hero! E viceversa…

Il muro del Fanta Pianto – From Zero to Hero! E viceversa…

La Serie A in questa settima giornata è stata un concentrato di storie da raccontare, calciatori che vedevano appannato il loro valore da un po’ di tempo, hanno vissuto una serata di riscatto che ricorderanno nei mesi o negli anni a venire (perché il pubblico, purtroppo, dimentica in fretta), sembra quasi di essere in una puntata di “Sfide”.

La notte ci ha fornito queste due storie romantiche, la prima sabato al Marassi di Genova. Donnarumma accusa dei dolori intestinali e va in tribuna, al suo posto difende i pali del Milan Pepe Reina, secondo portiere d’esperienza che fa da chioccia al giovane fenomeno in ascesa (un mentore da 3,5 milioni all’anno…) che non era titolare in una partita ufficiale da aprile dello scorso anno. La squadra rossonera accusa i soliti problemi di un gioco deludente e confusionario, al minuto 41 punizione di Schone da più di 30 metri, la palla viene deviata dalla barriera e Reina è inginocchiato per bloccare la palla, solo che questa gli sfugge dalle mani e finisce incredibilmente in porta per le bestemmie del portiere, dei tifosi del Milan e di tutti i suoi fantallenatori che maledicono l’infortunio di Gigio e che chiaramente avevano Pepe in panchina. Nel secondo tempo però la fortuna sembra girare dalla parte del Diavolo, in cinque minuti la partita viene ribaltata e il Genoa rimane in inferiorità numerica. Gli dèi del calcio però sono strani, prima arriva l’espulsione di Calabria e la parità numerica, poi viene fischiato un rigore inesistente al novantesimo minuto su un presunto tocco di ginocchio dell’estremo difensore rossonero su un Kouamè che era già in tuffo per le Olimpiadi di Tokio 2020. Di fronte a Reina c’è quello stesso Schone che lo ha beffato su punizione, in quegli attimi che precedevano la battuta del penalty, la sorte però non era più un fattore in gioco, c’era solo l’estrema determinazione di un giocatore esperto e carismatico come lo spagnolo, che resetta l’errore precedente, e para il rigore decisivo. Le facce irritate del primo tempo, si tramutano in cori di giubilo e in salti in alto dal divano o dalla sedia. Di contro, chi pregustava la doppietta di Schone, alla fine si è ritrovato con uno sconfortante 5 in pagella, chi aveva il portiere del Milan ha guadagnato ben 5 punti da 3,5 a 8,5.

La seconda storia avviene nella notte del derby d’Italia domenica sera, due argentini che sono passati dalle stalle alle stelle, i due attaccanti della Juve: Dybala e Higuain. Chiunque sfigurerebbe accanto al fenomeno Ronaldo, in estate erano più in uscita che in entrata, il primo ha rifiutato il Manchester United dopo un’ultima stagione sottotono e piena di promesse mancate, il secondo sballottato da una squadra all’altra senza incidere, definito troppo vecchio, troppo grasso e in declino e che nessuno voleva ingaggiare. Nelle gerarchie di Sarri è il Pipita ad essere il titolare designato e la Joya il ripiego a partita in corso. I due attaccanti però segnano col contagocce pure contro avversarie non irresistibili come Brescia, Verona e Spal, Dybala è ancora fermo al palo, fa ottime prestazioni, ma gira sempre troppo lontano dalla porta. Higuain, dopo l’exploit con il Napoli, incamera una serie di insufficienze, fa due gol ma in Champions che sicuramente aumentano la sua autostima, ma non fa felici i suoi fantamister che hanno bisogno di lui in campionato. Nell’ultimo derby d’Italia le carte sono state cambiate. Dentro Paulo e fuori Gonzalo, dopo neanche sette minuti arriva la prima “gioia”, l’Inter però trova il pareggio grazie al regalo dell’ancora spaesato De Ligt, Sarri inserisce anche il suo bomber, che a dieci minuti dalla fine trova il gol del definitivo 2-1, il sesto in 11 incontri con i nerazzurri e che per importanza può avvicinarsi al gol dell’incredibile 2-3 di due stagioni fa, sempre a San Siro con la Juve che si stava giocando lo scudetto con il Napoli. La Juventus ha finalmente tre attaccanti in piena forma per tentare di conquistare l’Europa, oltre all’Italia.

C’è chi diventa uomo copertina e chi ruzzola giù dal monte della notorietà grazie ad errori marchiani, è il caso di Ceppitelli e Correa. Il difensore del Cagliari, dopo la strabiliante doppietta di qualche settimana fa, pensa bene di annullare il vantaggio dei sardi allo Stadio Olimpico, mandando il pallone nella sua rete un cross di Kluivert. Il “Tucu” invece tira un rigore alla Di Biagio al mondiale di Francia ’98, forte e centrale, ma traversa piena e pallone in cielo. L’ultima storia di questa settimana è quella di Fabio Lucioni, il suo Lecce perde 3-1 a Bergamo contro un’Atalanta in formato Champions, ma lui si toglie lo sfizio di segnare la sua prima marcatura nella massima serie per la gioia di chi ha avuto la pazza idea di schierarlo. D’altronde tutti possiamo essere eroi… solo per un giorno!

Fabrizio Muscio

Appassionato di serie tv, hi-tech e sport. Ho avuto esperienze lavorative in grandi aziende come Sky Italia e Warner Bros a Roma. Pochi anni per essere definito vecchio, troppi anni per essere definito "Millenial"!