Il Muro del Fanta Pianto – Gol o autogol… questo è il problema!

Il Muro del Fanta Pianto – Gol o autogol… questo è il problema!

Inauguriamo questa nuova rubrica che raccoglie il meglio e il peggio (a seconda di chi legge) della giornata fantacalcistica. Ogni gol ha qualcuno che lo festeggia e qualcuno che ci impreca sopra. Nessuno ricorda le partite che ha vinto, ma certamente si ricorderà tutta la vita quelle che ha perso e soprattutto in quale tragica maniera gli dei del calcio abbiano voluto punirlo, favorendo l’”odiato” (giusto per il tempo del weekend) avversario. Il fantallenatore medio non maledice la dea bendata solo quando volta le spalle alla sua squadra, ma anche quando favorisce la rivale, che non merita di prevalere sulla propria.

La 4a giornata di Serie A ci ha deliziato con 28 gol, in continuità con i turni passati si continua a segnare molto, l’unico 1-0 è stato quello di Sampdoria-Torino e i punteggi di molte squadre fantacalcistiche sono stati molto alti.

Un caso in particolare in questa giornata si è evidenziato nei gol/autogol decisi dalla Lega Calcio. Diverse reti sono state segnate attraverso deviazioni che hanno nettamente modificato la traiettoria della palla, i casi più eclatanti sono quelli di Ramsey, Brozovic e Chiesa. Nei primi due casi il tocco del difendente è stato dichiarato ininfluente in quanto il pallone era (o sembrava) diretto verso la porta e il gol assegnato a chi ha effettuato il tiro. Nell’1-0 della Fiorentina invece, è stato notato come Palomino tenti di respingere il pallone mettendoci un piede, ma la palla finisce comunque in rete. Per la Lega se il difendente cerca di intervenire volontariamente sulla palla, ma la manda in porta, allora è autogol, se invece il tocco avviene in maniera casuale e involontaria (in pratica se la sfera va addosso al giocatore e poi in porta) allora si assegna il gol a chi ha calciato (sempre che la conclusione sia verso lo specchio). A mio parere, tutte le reti la cui traiettoria viene modificata significativamente dalla deviazione sono autogol, perchè senza deviazione il risultato non è detto che sia lo stesso (un portiere sulla traiettoria può pararlo) ma, alla fine, la Lega preferisce premiare l’autore del tiro più che lo sfortunato difensore nella maggior parte dei casi.

Durante la serata quindi viene rettificata la decisione e il gol diventa autogol, chi ha Chiesa o Palomino si dispera, chi ha schierato entrambi perde 5 punti in un sol colpo, entrando in uno stato di sconforto totale con probabili istinti suicidi.

Un altro “colpo di sfortuna” è avvenuto allo stadio “Via del mare” in Lecce-Napoli, Gabriel para il rigore ad Insigne, ma l’arbitro applica il nuovo regolamento sui tiri dal dischetto, che vuole il portiere con almeno un piede sulla linea di porta al momento della battuta. Se il portiere non segue questa regola e il rigore viene sbagliato, verrà ammonito e il penalty sarà da ripetere, in caso di gol non c’è nessuna sanzione perchè l’infrazione viene ritenuta ininfluente. Insigne al secondo tentativo gonfia la rete, facendo esultare i suoi fantallenatori e disperare quelli avversari. Personalmente ritengo questa regola completamente sbagliata, visto che va a favorire troppo gli attaccanti, il portiere guarda l’attaccante e dove potrebbe calciare, in alcuni casi per raggiungere la palla deve muoversi prima se il tiro è angolato, dovendo difendere una porta di 7 metri per 2!

Per finire, passiamo in rassegna i gol che non ti aspetti, di chi era in difficoltà, di chi aveva una partita complicata o di chi non li faceva da tempo:

  • Immobile non segnava su azione all’Olimpico dal 4-1 sulla Spal del 4 novembre 2018 (quasi un anno)
  • Castagne e Duncan, 9 e 10 gol all’attivo in carriera (in media poco più di uno a stagione)
  • Llorente, doppietta al Lecce al suo esordio da titolare in campionato, quando negli ultimi due anni di Premier ha segnato gli stessi gol, uno all’anno (da riserva di Harry Kane, c’è da sottolinearlo)
  • Lukaku, nonostante il mal di schiena che ne ha inficiato le prestazioni contro Udinese e Slavia Praga e ha fatto dubitare parecchi commentatori sulle sue vere doti da bomber, segna di prepotenza fisica il gol che chiude il derby a favore dell’Inter
  • Mancosu tira il rigore del gol della bandiera del Lecce e le bestemmie di chi lo aveva contro in una partita così complicata per la neopromossa, soprattutto se subentra dalla panchina come secondo sostituto.

Fabrizio Muscio

Appassionato di serie tv, hi-tech e sport. Ho avuto esperienze lavorative in grandi aziende come Sky Italia e Warner Bros a Roma. Pochi anni per essere definito vecchio, troppi anni per essere definito "Millenial"!