IL PAGELLONE FINALE DEL MEZZO PUNTO 21-22

IL PAGELLONE FINALE DEL MEZZO PUNTO 21-22

Anche la stagione 21-22 del Mezzo Punto va agli archivi, è stata una stagione strana, per tanti motivi, tre in particolare: recuperi, flop dei top, tanti overperform impronosticabili.

L’ombra del covid ha reso difficoltosa la parte centrale del campionato con partite che sono state rinviate di ben tre mesi dalla loro data originale, per la classifica reale si è dovuto aspettare fino a maggio.

Molti tra i giocatori più pagati all’asta non hanno reso per il loro reale valore, stravolgendo quelli che erano i pronostici iniziali. Gosens, il giocatore più amato e più decisivo al fantacalcio, ha passato più tempo in infermeria e in panchina che in campo, Chiesa si è rotto, Mkhitaryan schierato da Mourinho da mezz’ala non ha più reso come l’anno scorso, idem Luis Alberto con il suo odio/amore con Sarri, Muriel e Zapata sono stati le solite macchine da bonus solo in periodi estemporanei e infatti hanno portato a casa solo metà dei gol rispetto alla passata stagione.

D’altro canto, ci sono state delle esplosioni inaspettate, ad agosto il Verona di Di Francesco era candidato alla retrocessione, con Tudor ha fatto il record di punti e il tridente Barak-Caprari-Simeone è entrato nei top 5 attacchi d’Europa, insieme a quello del Sassuolo con Berardi-Raspadori-Scamacca. Tutti questi sei a sorpresa hanno fatto doppia cifra, alcuni addirittura doppia-doppia di gol e assist, il centrocampista che ha fatto più gol è stato Pasalic con 13 gol, che ha raddoppiato il suo rendimento, ma non è mai stato titolare fisso nell’Atalanta, nemmeno quest’anno per lo sbigottimento di molti.

In base a questi risultati, la classifica finale della Lega “Il mezzo punto” è stata quasi stravolta rispetto ai pronostici iniziali, nessuno ha beccato il vincitore, ma soprattutto, primo posto a parte, il podio è stato incerto fino all’ultimissima giornata sia nella classifica a scontri diretti e ancor di più nel campionato a somma punti dove in tre potevano aggiudicarsi il primo premio all’ultima curva.

Ma arriviamo al momento più atteso, i voti finali ai protagonisti di questa stagione del Mezzo Punto!

G. DEL GIACCO – LA PARANZA

La Paranza si è sempre contraddistinta negli anni per una prerogativa che ne rendeva la rosa inconfondibile: i bomber di provincia, quegli attaccanti che rendevano tra i 10 e i 15 gol fissi e diventavano letali nel corso di un’intera stagione. Quest’anno i bomber di provincia non erano presenti in rosa, l’attacco è stato trascinato dal Vlahovic viola, quando però è entrata in scena la sua brutta copia juventina, è salito sulle luci della ribalta il duo che non ti aspetti, gli esterni di provincia Deulofeu-Verde, diventati costanti nei bonus nell’ultima parte, soprattutto il primo. A questo tridente va aggiunta una super difesa da modificatore con Bremer, Cuadrado, più le sorprese Theate e Hickey, che non hanno fatto disperare per i bonus mancanti di Gosens. Un centrocampo che si è fatto sentire quando serviva, nonostante un Malinovski a corrente alternata, un Djuricic mai presente in avanti e a un calendario amico nella seconda metà della stagione che ha permesso di vincere il fanta con una giornata di anticipo al termine dell’ennesima rimonta. SCALATORE DI PROVINCIA VOTO 8

F. MUSCIO – ENCHUFLA

Il campionato del Presidente ricalca quello del Milan scudettato per quanto riguarda il valore della rosa, ma anche dell’Inter di Inzaghi sui risultati in classifica. Infatti la squadra non era candidata al titolo ai nastri di partenza, parte malino, ma domina la parte centrale della stagione, crolla però sul più bello, lasciando ad altri la gioia della piazza più alta. I risultati dell’exploit iniziali sono da ricercare nei boom dei rigoristi in rosa, quelli conosciuti e quelli a sorpresa, Criscito, Aramu, Bonucci si rivelano cecchini implacabili dagli 11 metri, accompagnati da un Pasalic sempre in gol e dal miglior attaccante del Fantacalcio 2021-2022, Mimmo Berardi, che mette a referto un bonus a partita. A febbraio però la ruota si inceppa per colpa dei gravi infortuni dei titolarissimi, Ibra e i due difensori sopracitati su tutti. Il secondo posto viene difeso con i pianti, con le unghie e con i denti, grazie anche alla promozione di Nico Gonzales sul dischetto, ma alcuni errori di formazione nelle ultime partite fanno scivolare la squadra al terzo posto della somma punti. PIANGINA ON FIRE VOTO 7

C.MARRELLA – RENATOCURCESE FC

Come diceva l’On. Cav. Conte Diego Catellani “il suo è culo, la mia è classe!”. Prendendo in prestito una seconda citazione dai film interpretati da Paolo Villaggio, la Renatocurcese si è rivelata una specie di corazzata Kotiomkin. Tutti la davano come sicura favorita per via dell’attacco stellare, ma i due atalantini non hanno ripetuto le gioie degli anni passati e le loro mancanze non sono state sopperite nelle altre zone del campo, Veretout ha floppato, Orsolini pure, con un piccolo risveglio alla fine, la difesa non ha offerto tantissimi bonus o modificatori significativi. Grida vendetta la cessione affrettata di Zapata a marzo quando non c’erano ancora notizie sicure sulla stagione chiusa anticipatamente, ma alla fine il rendimento del colombiano è stato praticamente identico, se non inferiore al nuovo acquisto Djuric, che si è rivelato fondamentale con un 6,5 alla penultima giornata per vincere lo scontro diretto con Fantammerda e guadagnare la medaglia di bronzo nel Fantacampionato per la miglior classifica avulsa e il primo posto nella classifica del più sculato della stagione su Fantaculo.it. RAGIONIERE VOTO 6.5

FANTAMMERDA – N. DE BARTOLOMEO

L’ossessione continua del triplete centrato due anni fa riecheggia ancora nelle nostre menti e viene ripetuto continuamente come la pubblicità più fastidiosa della storia, quella delle suonerie del pulcino Pio o “Ridateci la gioconda” dopo i mondiali del 2006. Se non avesse iniziato a tifare per il Milan, sarebbe stato il perfetto interista medio, quello che si esalta smodatamente per i successi e non ammette mai gli errori di valutazione. La squadra è stata costruita su due singoli di valore a reparto, ma con le seconde linee completamente sballate e prive di qualsivoglia backup nel supporto ai titolari. Szczesny-Skriniar-Savic-Perisic-Dzeko-Giroud era una buona ossatura, ma se mancano i bonus di questi, non ti puoi affidare a Miranchuk, Saelemekers, Keita o Boga. Gli attaccanti delle due milanesi hanno addirittura overperformato, andando entrambi in doppia cifra in età avanzata e nonostante nessuno dei due sia stato un titolare fisso durante la stagione. Il Sergente, Ivan il terribile e Oliviero lo Sparviero hanno guidato un’incredibile risalita che per poco non si concludeva con un insperato terzo posto. NO TRIPLETE NO PARTY VOTO 6

SCONFITTI A TAVOLINO – F. FIORENTE

L’estremo equilibrio di questo campionato ha portato tre squadre ad arrivare con gli stessi punti al termine delle 36 giornate. Gli Sconfitti a Tavolino non hanno mai abbandonato il treno delle prime, ma non ha avuto mai neanche quello scatto decisivo per rimanere in alto, anche per i periodi no dei suoi giocatori migliori, Lautaro su tutti, che è arrivato alla ragguardevole quota di 21 gol, ma ha avuto anche tre mesi di buio totale, interrotti solo dalla tripletta casalinga alla Salernitana. Joao Pedro è stato fondamentale fantacalcisticamente all’inizio, ma poi è naufragato insieme a tutto il Cagliari incredibilmente retrocesso per non essere riuscito a fare un gol all’ultima in classifica nell’ultima giornata. DERAGLIATO VOTO 6

A.S. ORETA – M. GREMITA

L’unica frase che mi viene in mente per questa squadra è “bella che non balla”, non ha sicuramente raccolto i risultati sperati ad inizio stagione con un buon numero di scommesse vinte come Maignan, miglior portiere della Serie A all’esordio, Koulibaly ritornato ad altissimi livelli e fantamedie, Frattesi nuovo gioiellino di mercato e i redivivi Simeone ed Arnautovic che hanno superato o sfiorato i 15 gol in stagione. Colpi costosi, ma che non hanno reso al 100% come Luis Alberto e Pellegrini, hanno lasciato un esiguo budget in attacco e ha portato a scegliere Morata come primo attaccante, con una scelta diversa sarebbe potuta andare sicuramente meglio. L’exploit finale permette di vincere una coppa strameritata ed entrare per la prima volta nell’albo d’oro dopo quattro anni ASSO DI COPPE VOTO 7

SFAINZ – D. PULPITO

Quante se ne possono dire su di lui, quante ne ha dette lui a noi. I dati e i fatti dicono che è stata la squadra più sfortunata, avrebbe dovuto lottare sempre nelle prime posizioni e invece il calendario avverso l’ha fatta navigare per quasi tutta la stagione a metà classifica, mentre con il punteggio totale non è quasi mai andato sotto al podio e ha conquistato pure il trofeo del punteggio di giornata più alto della stagione. Oltre alla chiara sfiga per gli scontri diretti, le ragioni del settimo posto si possono spiegare anche con la mancanza di un portiere completamente affidabile per tutta la stagione, i piccoli stop del bomber Immobile, il mancato sfruttamento degli scambi per scoppiare la coppia del Sassuolo in avanti (Raspadori per un altro pari ruolo o per un centrocampista da bonus) e l’ostinazione nel proporre il flop più clamoroso a centrocampo: Soriano (0 gol quest’anno). In molti casi aveva ragione, ma troppi pianti dopo mezze partite giocate, non s’è fatto voler bene. SGARBI VOTO 7,5

MIAO FC – M. ANDRIOLA

Alla fine dell’asta questa squadra era da strabuzzare gli occhi fino al primo attaccante, sembrava il Barcellona dei tempi d’oro con il super centrocampo, l’unico problema è che, proprio come i catalani, i soldi sono finiti e non c’era nessun nome accettabile da affiancare ad Abraham. I risultati poi ottenuti da quello stesso centrocampo extralusso sono stati infinitamente sotto le aspettative, a parte Chiesa che ha finito anzitempo la stagione, Calhanoglu molto discontinuo, Zielinski inizio top fine flop, Zaniolo ha confermato tutti i dubbi di chi ritorna da un lungo infortunio al crociato. C’era un sacco di potenziale negli scambi per arrivare a una squadra fantacalcistica di tutto rispetto, ma non è stato sfruttato. SPRECONE VOTO 5

AS INTOMATICI-19 – G. DEL PRETE

Ogni fantallenatore sogna che i giocatori della propria squadra siano anche trascinatori del fantacalcio, producendo quindi una doppia felicità. Il problema è che Mourinho non la pensava allo stesso modo e la sua disposizione tattica ha portato al flop del centrocampista più pagato, l’armeno che va come un treno Mkhitaryan. L’attacco agè fatto di ultratrentenni, nonostante la serie A sia diventato il campionato di passaggio o dove i calciatori vengono a svernare, non ha pagato i giusti dividendi. L’unico sogno rimasto era la finale di coppa, quella reale è andata bene, quella fantalcistica è stata cancellata dal quarto rigore sbagliato da Insigne in stagione. SOGNATORE GIALLOROSSO VOTO 4,5

GIMU E IL SOLDO RISPARMIATO – F. ESPOSITO 17 anni di lega si sentono per tutti e soprattutto per chi l’aveva praticamente dominata nel primo decennio si iniziano a sentire i primi scricchiolii, visto che non viene raggiunto un podio da oltre tre anni. L’onta del cucchiaio di legno è difficile da digerire se non sei mai stato abituato a lottare nei bassifondi della classifica. L’errore principale di quest’anno è stato quello di costruire una squadra di calcio e non di fantacalcio, tanti giocatori di talento, ma nessuno che con i suoi bonus ti può portare alla vittoria del fanta. Lo stesso Leao, nominato miglior giocatore della Serie A, ha portato in dote al suo fantallenatore solo 11 gol. La totale assenza di bonus in difesa e a centrocampo, la troppa abbondanza in attacco che ha portato agli ai gol lasciati in panchina, tutti errori da matita rossa. Come Sacchi, non l’ex allenatore del Milan e ct della nazionale, ma Bruno Sacchi, quello de “I ragazzi della 3C”, il voto può essere solo uno… SACCHI 3!

Fabrizio Muscio

Appassionato di serie tv, hi-tech e sport. Ho avuto esperienze lavorative in grandi aziende come Sky Italia e Warner Bros a Roma. Pochi anni per essere definito vecchio, troppi anni per essere definito "Millenial"!